
Da chi partire
Siamo nati dall’Idrosadenite Suppurativa.
Da questa esperienza abbiamo imparato una cosa importante:
quando la pelle sta male, non è solo la pelle a soffrire.
Oggi ci occupiamo anche di:
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Psoriasi
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Dermatite atopica
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Malattie rare della pelle
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Ulcere, ferite difficili
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Infezioni sessualmente trasmesse
- Non siamo un ospedale.
- Non facciamo visite.
- Ti aiutiamo a capire a chi rivolgerti.
SU COSA SI BASANO I NOSTRI CONSIGLI
Quando suggeriamo i centri del Servizio Sanitario Nazionale, lo facciamo sulla base di:
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l’esperienza concreta di migliaia di persone
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i contatti quotidiani con pazienti e familiari
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oltre 16 anni di attività
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Non sono indicazioni teoriche, ma nate dalla realtà vissuta.
DA CHI PUOI PARTIRE: IL DERMATOLOGO
Per qualunque problema della pelle, il primo passo è quasi sempre lo stesso: il dermatologo.
L’associazione Passion People è in grado di indirizzarti verso diversi centri italiani del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con esperienza in:
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Idrosadenite suppurativa
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Psoriasi
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Dermatite atopica
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Malattie rare della pelle
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Ulcere, lesioni e altre condizioni cutanee
Noi ti aiutiamo a:
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capire dove puoi andare nel pubblico
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trovare centri che hanno esperienza reale
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evitare giri a vuoto
L’orientamento è gratuito e personalizzato, e si basa sull’ascolto e sull’esperienza concreta di migliaia di persone che da oltre 16 anni si rivolgono all’associazione.
In alcune situazioni, per alcune malattie della pelle, può essere utile affiancare ai farmaci anche un intervento chirurgico.
Succede, ad esempio, in presenza di:
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lesioni profonde
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ascessi dolorosi
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ferite che non guariscono
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forme più complesse di alcune patologie cutanee
Non esiste:
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l’intervento “giusto per tutti”
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la soluzione magica
Ogni persona è diversa.
Per questo è importante:
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farsi spiegare bene le opzioni;
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valutare pro e contro con calma;
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considerare tempi di guarigione e possibili complicanze.
Ti aiutiamo a capire quando è davvero il caso di parlarne e con quale specialista, nel pubblico.
Chirurgia generale e chirurgia plastica
In alcuni casi, chirurgia generale e chirurgia plastica possono essere un supporto importante insieme ai farmaci.
I professionisti con cui veniamo in contatto hanno esperienza in diverse condizioni della pelle, tra cui:
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idrosadenite suppurativa
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ulcere e ferite difficili
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lesioni infiammatorie croniche
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esiti cicatriziali complessi
Il nostro orientamento si basa sull’esperienza reale di chi si rivolge a noi da molti anni.
Non esiste un metodo “perfetto”
Non esiste oggi una tecnica chirurgica valida per tutti.
Ogni scelta va personalizzata in base a:
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situazione clinica
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qualità della vita
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aspettative della persona
Incisione e drenaggio: una cosa importante da sapere
In caso di ascesso molto doloroso, l’incisione e drenaggio serve soprattutto ad alleviare il dolore.
L’effetto però è temporaneo.
Importante:
chiedi sempre che venga fatta con anestesia, anche se ti dicono che “non serve”.
È utile che il medico di base specifichi nella richiesta:
“incisione con anestesia”.
Se stai valutando un intervento o ti è stato proposto, possiamo aiutarti a orientarti.
Quando
serve
un intervento
Se c’è
di mezzo
il seno
Se il seno è:
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molto dolorante
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rosso
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caldo
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gonfio
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è importante non aspettare e rivolgersi al proprio medico o a uno specialista del seno (senologo).
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Questi segnali possono avere cause diverse: solo una visita e gli eventuali esami possono chiarire di che cosa si tratta.
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Cosa succede di solito nel percorso, Quando il seno è infiammato, di solito è necessario:
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una valutazione clinica accurata
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eventuali esami di approfondimento
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un controllo nel tempo per verificare se la terapia sta funzionando. In alcuni casi la situazione può richiedere una gestione più rapida e il coinvolgimento di più specialisti, per scegliere il percorso di cura più adatto. Anche in questo caso possiamo aiutarti a capire:
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dove andare
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a chi rivolgerti
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come muoverti senza perdere tempo
L’alimentazione non è una cura miracolosa, ma può influenzare l’infiammazione di fondo del corpo e quindi anche molte malattie della pelle:
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idrosadenite suppurativa
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psoriasi
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dermatite atopica
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alcune malattie rare della pelle
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ulcere e ferite che faticano a guarire
Negli ultimi anni sono aumentati gli studi che collegano la dieta ai sintomi di queste patologie, mostrando che alcuni cambiamenti possono aiutare una parte dei pazienti, soprattutto se inseriti dentro un percorso di cura completo.
Non esiste però:
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una “dieta per l’idrosadenite”;
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una “dieta per la psoriasi”;
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una “dieta per la dermatite atopica”.
Esistono strategie alimentari che possono essere adattate alla storia di ogni persona, affiancandosi alle terapie, mai sostituendole.
1. Peso corporeo e infiammazione
In chi è in sovrappeso o obeso, perdere peso in modo controllato può ridurre l’infiammazione e migliorare l’andamento di alcune malattie della pelle, in particolare:
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idrosadenite suppurativa
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psoriasi
In piccoli studi, pazienti con HS che hanno perso almeno il 15% del loro peso hanno riferito meno noduli e meno riacutizzazioni; risultati simili si osservano nella psoriasi quando il dimagrimento è associato a un’alimentazione di qualità migliore.
2. Dieta mediterranea e diete “anti-infiammatorie”
Per psoriasi, dermatite atopica e idrosadenite, diversi studi suggeriscono che uno stile alimentare vicino alla dieta mediterranea può essere d’aiuto.
In pratica significa mangiare soprattutto:
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verdura e frutta fresche
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legumi
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cereali integrali
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pesce e frutti di mare
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olio extravergine d’oliva
e ridurre:
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carne rossa e carni lavorate (salumi, insaccati)
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cibi pronti e fritti
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bibite zuccherate e dolci industriali
Studi recenti su pazienti con psoriasi mostrano che seguire una dieta mediterranea per alcune settimane può ridurre la severità delle lesioni e migliorare alcuni parametri metabolici.
Per la dermatite atopica, ricerche recenti indicano che una dieta di tipo “occidentale” (molti zuccheri, grassi saturi e cibi ultra-processati) può peggiorare l’infiammazione, mentre uno schema più ricco di vegetali, fibre, omega-3 e antiossidanti sembra andare nella direzione opposta.
Per l’idrosadenite suppurativa, esistono studi specifici, anche se su numeri piccoli, che hanno osservato miglioramenti in alcuni pazienti che:
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hanno ridotto o eliminato latticini;
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hanno escluso lievito di birra dalla dieta (pane, pizza, birra, alcuni prodotti fermentati):
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hanno diminuito zuccheri semplici e farine molto raffinate.
In un piccolo studio italiano, una dieta senza lievito di birra per 12 mesi è stata associata a un’importante riduzione delle riacutizzazioni in chi aveva HS. Un altro lavoro ha mostrato che, in pazienti motivati, una dieta priva di latticini portava miglioramenti in oltre l’80% dei casi.
Questi dati sono interessanti, ma non bastano per consigliare la stessa cosa a tutti:
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non tutte le persone con HS reagiscono allo stesso modo
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eliminare interi gruppi di alimenti senza controllo può creare carenze
4. Dermatite atopica: evitare estremismi
Nella dermatite atopica, molte persone sperimentano diete di eliminazione (via il glutine, via i latticini, via “tutto”). Le revisioni più recenti dicono che:
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eliminare alcuni alimenti può ridurre un po’ prurito e disturbi in alcuni pazienti;
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spesso i benefici sono modesti e non per tutti:
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diete restrittive a lungo possono aumentare il rischio di carenze e, nei bambini, di problemi di crescita.
Per questo oggi si insiste molto su:
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non togliere cibi “a caso”;
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valutare sempre con allergologo/dermatologo e dietista se ci sono vere allergie o sensibilità:
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lavorare piuttosto su qualità globale della dieta (più semplice, meno ultra-processata, più vegetali e grassi “buoni”).
5. Ulcere, ferite difficili e nutrizione
Quando ci sono ulcere o ferite che non guariscono, l’alimentazione incide soprattutto su:
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apporto adeguato di proteine;
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vitamine e minerali coinvolti nella riparazione dei tessuti (es. vitamina C, zinco);
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controllo di condizioni come diabete, obesità, malnutrizione.
In questi casi è spesso utile una valutazione nutrizionale dedicata, soprattutto se la guarigione è lenta.
6. Integratori: zinco, vitamina D e altri
In diverse malattie infiammatorie della pelle (soprattutto HS, psoriasi, dermatite atopica) si osservano spesso carenze di:
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vitamina D;
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zinco;
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in alcuni casi altri micronutrienti.
Piccoli studi suggeriscono che correggere queste carenze può migliorare i sintomi in una parte dei pazienti. Ma:
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non tutti hanno queste carenze
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prendere integratori “a caso” può dare effetti collaterali (per esempio troppa vitamina D o troppo zinco possono essere tossici)
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le dosi vanno definite dal medico, non da internet
Prima di iniziare qualsiasi integratore è importante parlarne con un dietista.
7. Come muoversi in pratica
Se hai una malattia della pelle e ti chiedi se cambiare alimentazione, ecco alcuni passi concreti che valgono per tutte le patologie di cui ci occupiamo:
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Parlane con i tuoi curanti
Chiedi al dermatologo, ha senso coinvolgere un dietista o un servizio di nutrizione clinica. -
Punta alla qualità, non alla perfezione
Più verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce; meno cibi pronti, zuccheri e bibite. È una base che fa bene a quasi tutti. -
Evita diete estreme o “miracolose”
Eliminare molti alimenti senza guida può farti stare peggio, non meglio. -
Osserva il tuo corpo
Tenere per qualche settimana un piccolo diario (cosa mangi + come sta la pelle) può aiutare i professionisti a capire se ha senso provare qualche modifica mirata.
Il ruolo di Passion People aps
Come associazione:
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non prescriviamo diete
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non vendiamo integratori
Ti aiutiamo però a:
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trovare informazioni affidabili
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capire quali domande fare agli specialisti
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non sentirti sola/o in un mare di consigli confusi e spesso contraddittori.
Se stai pensando di cambiare alimentazione per la tua pelle, possiamo aiutarti a capire a chi rivolgerti e come parlarne.
Mangiare determinati alimenti può aiutare?
Anche la testa conta
Salute mentale e malattie della pelle: perché non è “solo stress”
Le malattie cutanee croniche non riguardano solo la pelle. Dolore, prurito, odore, cicatrici, visibilità delle lesioni, impatto sulla sessualità e imprevedibilità delle riacutizzazioni possono tradursi in ansia, depressione, isolamento sociale e in un peggioramento complessivo della qualità di vita.
Queste difficoltà non sono un “fallimento personale”: sono una componente frequente e documentata del carico di malattia in diverse condizioni dermatologiche.
Idrosadenite suppurativa (HS)
Nell’idrosadenite la sofferenza psicologica è favorita da fattori molto concreti: dolore, limitazione funzionale, stigma, odore, drenaggio, cicatrici e impatto sull’intimità.
Le stime cambiano a seconda degli strumenti diagnostici e dei contesti, ma una meta-analisi ha riportato una prevalenza circa del 21% per la depressione e circa del 12% per l’ansia nei pazienti con HS.
Esistono inoltre dati che indicano un rischio aumentato di esiti gravi (inclusi autolesionismo e suicidio) in HS rispetto alla popolazione generale, motivo per cui lo screening e l’invio ai servizi adeguati devono essere considerati parte della presa in carico.
Psoriasi
Anche nella psoriasi il carico psicologico è ben documentato. Una recente meta-analisi ha stimato una prevalenza intorno a ~20% per la depressione e ~21% per l’ansia (con forte variabilità tra studi).
Non è solo “umore”: lo stigma, la visibilità delle lesioni e il peso sulle relazioni possono incidere sull’aderenza alle cure e sugli outcome.
Dermatite atopica
Nella dermatite atopica, soprattutto quando prurito e disturbi del sonno sono importanti, aumenta la probabilità di sintomi ansioso-depressivi e peggiora la qualità di vita. Le revisioni sistematiche e meta-analisi mostrano un’associazione significativa tra dermatite atopica e disturbi d’ansia/depressivi, sebbene i numeri esatti varino molto tra età e severità.
Ulcere e ferite croniche
Le ferite croniche (ulcere venose, piede diabetico, ecc.) non sono “solo una lesione”: dolore, medicazioni, odore e limitazioni possono generare depressione e ansia, e la depressione può a sua volta peggiorare aderenza e recupero. Una meta-analisi ha evidenziato che la depressione è associata a esiti peggiori di guarigione nelle ferite croniche.
Patologie rare cutanee
Nelle malattie rare genetiche della pelle (es. epidermolisi bollosa e altre) la letteratura descrive un impatto importante su autostima, relazioni, partecipazione sociale e benessere emotivo, con necessità di supporto psicologico strutturato e presa in carico multidisciplinare.
Infezioni sessualmente trasmesse (IST)
Le IST possono avere un impatto psicologico rilevante per stigma, paura di rifiuto e vissuti legati alla sessualità. Per esempio, per HPV e diagnosi correlate (screening/lesioni) sono riportati in letteratura vissuti di ansia e sintomi depressivi, con risultati non sempre omogenei tra studi ma comunque clinicamente rilevanti.
Quando chiedere aiuto (e perché è appropriato farlo)
Se ti riconosci in uno o più di questi segnali, parlarne con il medico (MMG/dermatologo) o con un professionista della salute mentale è appropriato:
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umore depresso o ansia persistenti per più di 2 settimane;
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insonnia importante o peggioramento marcato del sonno;
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isolamento, vergogna, ritiro sociale;
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uso “in crescita” di alcol/ansiolitici/antidolorifici per reggere la giornata;
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pensieri di autosvalutazione o di morte.
La cura migliore è integrata: dermatologia + gestione del dolore + supporto psicologico/psichiatrico quando necessario.






