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Una giovane ricercatrice italiana premiata per la ricerca sull’idrosadenite suppurativa


Ogni volta che sentiamo parlare di ricerca sull’HS, può sembrare qualcosa di lontano. Laboratori. Congressi. Parole difficili.

In realtà, notizie come questa riguardano direttamente la vita delle persone che convivono con l’idrosadenite suppurativa.

La giovane ricercatrice italiana Flavia Manzo Margiotta, dottoranda in Translational Medicine presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha ricevuto il Young Investigator Award durante il congresso europeo dedicato all’HS.

Un premio assegnato ai giovani scienziati che stanno portando contributi innovativi nello studio della malattia.


Cosa significa questa notizia per i pazienti

Non è “solo un premio”.

Significa che:

L’HS è oggetto di ricerca avanzata

Si studiano strumenti per valutare meglio l’infiammazione.

Si lavora per rendere la malattia più misurabile e comprensibile

Si cercano modi più precisi per monitorare l’andamento nel tempo

In altre parole:

meno valutazioni “a occhio” e più indicatori oggettivi, decisioni terapeutiche più mirate e monitoraggi più accurati

Quando la malattia può essere osservata e misurata meglio, anche la gestione clinica può diventare più precisa.


La ricerca premiata, spiegata semplice

Il lavoro di Flavia si concentra sui cosiddetti biomarker di imaging.

Tradotto:

segnali che si possono vedere con tecnologie come:

  • Termografia → rileva variazioni di temperatura legate all’infiammazione

  • Ecografia ad altissima frequenza → permette di osservare in dettaglio i tessuti sotto la pelle

Queste tecniche possono aiutare a:

✔ capire meglio cosa succede sotto la superficie cutanea✔ monitorare l’attività di malattia✔ valutare la risposta alle terapie


Un tema fondamentale: HS e salute generale

Durante il congresso, la ricercatrice ha presentato anche dati preliminari su un aspetto molto importante:

l’impatto cardiometabolico nei pazienti HS trattati con terapia biologica.

Perché è rilevante?

Perché oggi sappiamo che l’HS:

  • non coinvolge solo la pelle

  • è associata a infiammazione sistemica

  • può essere collegata a rischi metabolici e cardiovascolari

Studiare se le terapie biologiche possano influenzare anche questi aspetti significa guardare alla salute del paziente in modo più completo.


La ricerca italiana sull’HS è viva e attiva

Questa notizia racconta anche un’altra cosa importante:

L’Italia non è spettatrice.

L’Italia:

✔ produce ricerca sull’HS✔ partecipa ai congressi internazionali✔ sviluppa studi su imaging, infiammazione e comorbidità✔ contribuisce alla comprensione della malattia a livello europeo

E soprattutto:

nuove generazioni di ricercatori stanno scegliendo di dedicarsi all’HS

Un segnale forte di crescita scientifica e attenzione clinica.


Perché questo è incoraggiante

Per chi vive con l’HS, la ricerca significa:

maggiore comprensione della malattia, strumenti diagnostici più raffinati, monitoraggi più accurati, approcci terapeutici sempre più personalizzati.

La scienza non cambia tutto in un giorno.

Ma ogni studio, ogni progetto, ogni giovane ricercatore premiato è un passo concreto verso cure migliori.

Passion People APS celebra la ricerca che contribuisce a migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con patologie croniche della pelle.

 
 
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