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  • Immagine del redattoreGiusi Pintori

Andiamo allo stadio?



Dagli studi, dalla pratica clinica e dall’esperienza delle persone con Idrosadenite Suppurativa, abbiamo appreso che esiste una stadiazione dell’idrosadenite.

“Hurley” è il nome dello stadio, ossia il sistema di classificazione molto utilizzato dai medici che serve per

- misurare l'entità della malattia

- informare e suggerire le decisioni che, medici e pazienti, dovrebbero prendere sulla gestione dell’HS.


Schieriamo le conoscenze che abbiamo sulla diagnosi e classificazione della malattia per dire che l’idrosadenite suppurativa è una partita che nessuno di noi può pensare di giocare da solo.

È fondamentale una valutazione clinica approfondita sia della malattia attiva che del danno irreversibile che può derivare dalla recidiva cronica.


Il sistema di stadiazione Hurley classifica i pazienti in 3 grandi squadre. Per formare la squadra si presta attenzione sia alla presenza che all'estensione di lesioni (cicatrici e fistole).



Hurley Fase I (lieve)

Tipicamente si presenta come nodulo infiammatorio o formazione di ascesso, singolo o multiplo, senza tratti sinusali e cicatrici.



Hurley Fase II (moderato)

Tipicamente si presenta come ascessi e noduli ricorrenti con formazione o cicatrici del tratto sinusale: lesioni singole o multiple ampiamente separate.




Hurley Fase III (severo)

Tipicamente si presenta come un coinvolgimento diffuso o quasi diffuso con molteplici tratti sinusali interconnessi, cicatrici e ascessi nell'intera area.


Oltre ciò che vediamo sulla pelle, c’è altro da valutare.

Sebbene il sistema di stadiazione Hurley sia utile per misurare la progressione della malattia, ci sono altre considerazioni che non sono visivamente evidenti ma molto importanti per determinare la gravità e l’impatto dei pazienti con HS:

• Frequenza delle riacutizzazioni dell'HS e dolore associato;

• Impatto psicosociale dell'HS (ad esempio, vita sociale, capacità di lavorare);

• Restrizioni nei movimenti.



Fonti

Jr. Ingram, Br J Dermatol .2019 maggio;180(5):991-992

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